Il sentimento di compassione si mostra in Gesù allor quando vicino alla porta della città di Nain vide una vedova che portava al sepolcro il suo figlio unico, (Lu. 7,11), quando in Marco, (cap.1 ,v 40), stende la mano e guarisce il lebbroso. Non abbiamo bisogno, noi cristiani, di molte spiegazioni filologiche per sentire nel cuore e capire cosa significa!

Dio ha compassione del suo popolo e lo ripete sovente nella santa Scrittura: è un parola ripetuta dai profeti e la troviamo anche nei salmi.

E’ questo il sentimento delicato che ci fa condividere la passione, il patire dell’altro!

Semplicemente.

Carissimi in questi tempi di sciagura immane c’è poco da dire e molto da fare: sapete tutti di che cosa parlo.

Delle popolazioni tra le più povere del mondo che sottoposte alla fame, alla sete, alle malattie per via di questo atroce fenomeno: terremoto seguito dal maremoto.

Questi figli di Dio hanno bisogno del nostro aiuto materiale ancora di più che delle nostre preghiere e l’uno non esclude l’altro!

Tutti paesi del mondo si danno da fare per correre in aiuto di chi soffre: è l’invito di Gesù che è passato negli usi della gente civilizzata, forse all’insaputo dei capi religiosi.

Notate che l’India non ha ancora scoperto il significato della carità fraterna. Non accetta la mano tesa del resto del mondo per il suo sciagurato popolo che già ha ricevuto tanto da una grande santa, Madre Teresa.

In queste tristissime circostanze mi fa ricordare il comportamento della Russia al momento della perdita del Koursk quando rifiutavano l’aiuto degli altri per venire a salvarne l’equipaggio .

Com’è brutto l’orgoglio! Sono sempre i piccoli e i poveri che devono patire della superbia dei governanti!

Noi della Piccola Via cerchiamo di fare qualche cosa per loro. La Croce Rossa internazionale, i Medici senza confini, la Caritas, il Soccorso Popolare, tutti operano. Aiutiamo anche noi.

Maddalena di Spello

di Maddalena di Spello

Emergenza Asia 2004
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