Perché Signore tanta sofferenza?
di Mariapia Bonanate
La storia umana è avvolta da sempre in un mistero dove il bene e il male, che fanno parte della libertà dell’uomo , da sempre si contrastano, dove la luce si alterna al buio. Dove molto spesso le stesse catastrofi naturali derivano in parte da molte responsabilità degli uomini. Ma se sappiamo che le nostre domande non hanno risposte, sappiamo che il Tuo Figlio , sulla Croce ha preso su di sé tutto il dolore e il male del mondo .
Sappiamo che la luce della Resurrezione vincerà la morte. Ed allora con negli occhi le migliaia di persone che hanno perso la propria vita e le altre centinaia di migliaia che hanno perso tutto quel già poco che possedevano, davanti ai corpi straziati dei feriti, alla disperazione e al pianto dei sopravvissuti, dinanzi a questa nuova immensa Via Crucis, che si è aggiunta alle tante altre che insanguinano il nostro pianeta, ci inginocchiamo accanto a Tua Madre, davanti al Tuo corpo straziato sul Calvario.
Ci inginocchiamo, noi che continuiamo a godere di tanti piccoli e grandi privilegi, per fare quello che Tu , Signore, hai fatto attraverso Gesù Cristo: condividiamo ed amiamo con tutto il cuore questi nostri sfortunati fratelli, ci lasciamo abitare dal loro dolore e dal loro strazio.
Se non troviamo risposte né in cielo , né in terra, alla catastrofe che ha trasformato paradisi terrestri in cimiteri sconfinati, possiamo però cambiare la rotta della nostra vita, convertirci all’amore verso l’altro, per essere accanto a questa umanità flagellata, per fare tutto quanto è possibile, in preghiera, in opere, in aiuti concreti.
Possiamo farlo subito, senza indugi, interrompendo la nostra abitudine all’indifferenza, non voltando la testa dall’altra parte, giustificati dalle distanze e dal fatto di sentirci impotenti di fronte a tanta immensa tragedia.
Dobbiamo farlo perché questi nostri fratelli sconosciuti, ma presenti nel nostro cuore e nella nostra mente non si sentano abbandonati nello strazio, perché percepiscano che siamo con loro e con loro piangiamo, ma con loro vogliamo anche ritornare a sperare in un abbraccio che fa da barriera contro il male e contro le tenebre di queste ore. E ci impegniamo, Signore, di fronte alla tua Croce, a tenere vivo il ricordo di tanta sofferenza.
Le emozioni oggi, complice un’informazione che consuma le notizie e le immagini con ritmi frenetici, fanno in fretta a spegnersi. Quando gli ultimi fortunati turisti che si sono salvati saranno rientrati, il mondo dei ricchi, purtroppo l’esperienza lo dimostra, il nord del mondo che troppo spesso e volentieri dimentica il sud del mondo e le sue fatiche e povertà, lascerà cadere nell’oblio quanto è accaduto.
Dimenticherà il calvario che voi continuerete a vivere fra nuove povertà , nuove tragedie, nuove emergenze nate al seguito del maremoto assassino. Ma noi non vi dimenticheremo. Continueremo ad esservi vicini con il nostro aiuto concreto, con il nostro amore, con la nostra preghiera. Facciamo parte tutti dell’unica grande famiglia umana.
Se non c’è un perché al male ed a tragedie come quella di cui siete state vittime, c’è una possibilità di amore fraterno che può portare un raggio di luce anche il quel buio che state attraversando.
di Mariapia Bonanate
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